Il 26 settembre 2016 la Commissione Europea ha pubblicato una versione aggiornata della proposta di “Fair Use Policy”, volta a disciplinare i casi in cui sarà possibile applicare i criteri delle misure “Roam Like at Home (RLAH)” (v. questo link). La nuova Fair Use Policy non prevede più un numero massimo di giorni in cui le misure RLAH possono essere utilizzate, ma specifica che tutti i “viaggiatori europei” (il termine non è casuale: le misure RLAH si applicano soltanto a chi è in viaggio, temporaneamente) che usano la SIM card di uno Stato Membro in cui risiedono o al quale sono stabilmente collegati dovranno poter usare la medesima SIM card in qualunque altro Stato Membro, esattamente come farebbero se fossero a casa. Nelle FAQ pubblicate lo stesso 26 settembre (v. questo link) si fanno alcuni esempi di consumatori che potrebbero essere considerati stabilmente legati ad uno Stato Membro (gli studenti Erasmus, i pendolari) e si elencano alcuni criteri che la Commissione identifica per la valutazione delle ipotesi più comuni di utilizzo delle misure RLAH:
  • Un traffico domestico insignificante rispetto a quello in roaming;
  • Una lunga inattività di una SIM card;
  • La sottoscrizione, da parte dello stesso utente, di molteplici SIM card.
Gli operatori di uno Stato hanno il diritto di chiedere al consumatore un documento comprovante la propria residenza o il collegamento stabile a quello Stato; nel caso in cui esso ritenga che le misure RLAH possano venire utilizzare abusivamente, l’operatore dovrà informare il consumatore e dargli la possibilità di difendersi. Soltanto dopo aver allertato il consumatore l’operatore potrà imporre un sovraprezzo per il roaming. E l’imposizione del sovraprezzo dovrà cessare nel momento in cui il consumatore mostrerà la cessazione dell’eventuale irregolarità. Gli operatori dovranno predisporre adeguate procedure per la risoluzione delle controversie con gli utenti finali. Se la procedura non dovesse dare frutti apprezzabili, sarà possibile attivare gli organi competenti per la risoluzione alternativa delle controversie nel Paese in cui il fornitore del servizio in roaming ha la propria sede. Il BEREC dovrà fornire un parere su queste nuove misure entro il prossimo 15 ottobre. Il Comitato per le Comunicazioni (COCOM) dovrà poi approvare la proposta della Commissione secondo le regole della comitologia. La Commissione dovrà adottare la Fair Use Policy entro il prossimo 15 dicembre. Questo nuovo set di regole sostituisce la precedente proposta della Commissione, che limitava l’utilizzo delle misure RLAH a 90 giorni l’anno – di cui al massimo 30 consecutivi – e che era stata ritirata lo scorso 5 settembre su richiesta del Presidente Juncker (v. questo link al sito della Commissione) dopo aspre critiche provenienti dal parlamento europeo e dalle associazioni dei consumatori, che lamentavano una insufficienza delle misure proposte a tutelare gli utenti finali che si trovano all’estero frequentemente.